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Superenalfotto

win for life

Non ho tempo di lavorare io. Non posso proprio. Come faccio? Troppe cosa da fare. Troppi interessi. Superenalotto, enalotto, uin for laif, vacanza per la vita, jeckpot, settpot , meltinpot. E poi gratta e vinci, vinci e grattati, gratta e basta che la pasta è pronta. E ancora slot mascin, slot lamin, che non so che cazzo sia ma mi piace ugualmente. Io studio, analizzo, calcolo le probabilità. Sono uno statista io. Altrochè. Dicono Craxi di qua, Mussolini di là. Ma vuoi mettere? Io sono lo statista per antonomasia. Voglio che mi si dedichi una via, anzi no una piazza, anzi ancora meglio una città. Si una città che si chiama Francesco Olivieri. Beh, inutile che fai quella faccia lì e mi dai dello sborone. Che io sono uno che si fa il mazzo anche per te. Si si, anche per te. Che se io vinco perdo, vinco perdo, perdo perdo perdo,  vinco, forse, beh cazzo, lo faccio anche per te che ti tocca lavorare. Io mica ho tempo. Io devo giocare e vincere. Io vado al casinò, gioco a poker, a cucù, gioco somme stratosferiche. Ieri mi sono giocato una vincita da 134 miliardi di euro. Persi tutti. Ma non sono triste. Fa parte del gioco. Devo fumare, mi dai una cicca? Grazie, molto gentile. Hai anche da accendere? Beh, cazzo non ho tempo da perdere, io devo giocare e vincere, e perdere perdere perdere e ogni tanto vincere. Ho 790 miliardi di euro di debito in banca, ma non è un problema, la banca mi dice che posso giocare. Anzi, ho comprato una squadra di calcio, si. E ho comprato anche l’autostrada. Gioco io, mica ho tempo da perdere. La mia banca mi vuole bene, mi ha detto che più debiti faccio più sono uno che conta. Mi hanno detto che tutti i grandi della terra sono così. Berlusconi per primo. Lui, dicono, è uno che ha debiti fino al collo. E proprio per quello prestano soldi. Io pensavo prima che cominciassi a giocare, che dovevo lavorare per guadagnare. Nooooo, bisogna giocare, essere grandi statisti, anche meglio del Bettino e del Benito, e vincere, perdere perdere perdere, e vincere ogni tanto. Così va l’economia, mi dicono. E io ci credo. Sono un miliardario pieno di debiti. E compro e vendo e compro e vendo, e perdo perdo perdo.

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