Rifion
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Da leggersi con questa musica in sottofondo
Dentice che spalla che rulla sul mantice, e gravita no? Chi sei? Raccolgo la stuoia del cervello sul nastrino di povertà. Mariana, corriiii che scivola la sfera della lacrima di Nelli. Miriadi siamo nel palloncino di vetro che spingola le tenebre di sale. Arrivi? Torni? Declivi? Perché siamo degni del nome di un dio affranto e smisurato come la potenza che secerne neuroni pallidi e irritanti, orticaria di legumi appesantiti. Allevami come un branco di fenicotteri ti prego, raccoglimi come zucchero nel mogano della stantia casa blu e simil gialla. Che peccato che non troviamo un record da annoverare sul pupillo cadenzato, rallegriamoci almeno di sbattere le mani sulla fronte del timballo. Godiamo. Viviamo. Moriamo. Dove? Come? Sul capezzale di un dentice che spalla che rulla sul mantice. Gravita no?
