Riunione di condominio on myself
Mentre il caldo mi sta letteralmente sciogliendo, intravedo il becchino all’angolo della strada che spera che crepi quanto prima. La crisi lui non la conosce, diciamo che vive di rendita. Caro becchino, anche sto giro non è giornata, per quanto la morte mi aliti addosso un’afa micidiale, mi riparo al lavoro dove l’aria è condizionata (da chi poi?) e mi riporta da uno stato vegetativo, a uno stato quasi normale. In questo momento però vorrei essere al polo nord, a giocare a hockey con i pinguini, oppure in Tibet a cercare il Nirvana.
In questo bel clima, ho cominciato anche la psicoterapia. Arrivo in uno studio con una pala barra ventola che gira come un’elica di un elicottero. Credo sia messa appositamente lì, per intimidire la clientela a dire cazzate. Se non vuoi finire a testa mozzata, devi dire la verità e soprattutto pagare. Effettivamente il mio vecchio ex parroco, con una confessione, non solo mi diceva, “ Non ti preoccupare, hai peccato, ma il Signore ti perdona”. Mi dava quelle 50 ave Maria da dire, tra parentesi non so manco come fa l’Ave Maria, e mi mandava a casa dicendomi che stavo benissimo e di farmi comunque meno pippe. Aveva infatti notato che la mia vista cominciava a peggiorare, e giustamente aveva associato questo mio decadimento ottico alle migliaia di seghe che mi facevo rintanato in camera. Almeno dico io, era gratis.
L’ateismo ha un prezzo. 70 euro con fattura per essere precisi. Quasi quasi ricomincio a credere in dio. Uno mi può dire, ma perché non vai da uno della mutua? Eh perché i mutuanti ti tengono per dieci sedute al massimo. Se poi trovi un freudiano, sei nella merda totale. Loro cominciano dicendo: “Ha dei traumi sig. Olivieri. Questo è evidente. Bisogna partire dal trauma della nascita e piano piano, dopo circa 30 anni riusciremo a venirne a capo”. Perfino il becchino all’angolo si è toccato le palle a sentire questo discorso. Se le è toccate giustamente, perché questo vorrebbe dire, per lui povero, che dovrebbe aspettare altri 30 anni, prima di sbattermi in bara. Non mi sembra comunque carino. Poi questi freudiani, prendono ogni tuo atteggiamento e ogni tua azione, e la sbattono in chiave interpretativa. Ecco sono interpreti. Non sanno la lingua che usano, ma interpretano comunque. Beh, quindi dopo aver vagliato l’ipotesi parroco senza dio, ma al momento non c’è, dopo aver visto che i freudiani mi garantivano 30 anni di sedute a pagamenti rateali, facendomi venire il trauma della psicologia, mi sono affidato a un cognitivista comportamentale. Che cazzo è?
È uno che ti ascolta, ti dà dei problem solving, ti aiuta con l’ABC, e cerca soprattutto di capire che cazzo stai dicendo. Alla fine della seduta, siamo arrivati alla conclusione che ognuno di noi ha un condominio di personalità. Solo che nel mio condominio, nessuno si considera e ognuno fa un po’ quel cazzo che vuole. Ora partendo dal presupposto che nel mio condominio è vero che ognuno fa quello che vuole, ma dopo mezzanotte c’è un grande rispetto per il mio sonno, è anche vero che qui l’unico che lavora sono io. Gli altri, stanno in panciolle tutto il giorno. Lo psyco mi chiede 70 euro a botta.
Ieri riunione condominiale. Ho detto: “Ragazzi, frega un cazzo, ma qui ognuno deve mettere la propria parte. Io non gliela fò a pagare tutti sti soldi. Quindi, o faccio una seduta ogni trimestre, oppure qui cominciate a tirare fuori la grana”. Non vi dico il casino che è venuto fuori.
Il mio super io, appellandosi alle leggi freudiane, mi ha detto che sono uno strozzino, che lui proprio perché super Io è anche super Partes e non intende sganciare un soldo. L’alterego al suo fianco, che stava bevendo birra davanti alla televisione, dopo un delicato rutto mi ha detto “Col cazzo che sborso un soldo. Eppoi cazzo, mica lavoro”. Il mio subcoscio, che ovviamente stava dormendo, dopo essersi svegliato, ancora in mutande e con la tazza del caffè in mano mi ha detto “Beh vecchio, se proprio hai bisogno di soldi, io ti aiuto volentieri”. Ero incredulo e felice allo stesso tempo. Si insomma, almeno uno mi voleva aiutare. Così facendo le spese si sarebbero ridotte della metà. 35 euro è un prezzo onesto. L’ho abbracciato e ringraziato di cuore. Andando via dall’appartamento delle mie multi personalità sento il Super io che urla: “Ma che cazzo dici Subconscio? Come fai a pagare metà della rata del suo psyco che non c’hai una lira nemmeno tu?
Risposta: “Beh, chiedo un prestito a Francesco no?”.
Non fa una piega il ragionamento.

