Mamma
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La mano tremante, uno sguardo nonostante tutto ancora acceso, vagamente perso ma se richiamato all’attenzione ancora pronto a recepire parole, abbracci, carezze, baci.
La mamma.
Ogni capello bianco è il simbolo della sua vita dedicata a noi figli. Ogni ruga di quel dolce viso altro non è che la mappa di un percorso cominciato 52 anni fa con mio padre.
Quando la saluto devo alzare la voce, mi guarda sorridendo, persa nella sua malattia, l’alzheimer che giorno dopo giorno le mangia i ricordi. Attraverso i suoi piccoli occhi color grigio sbiadito, leggo il suo amore.
Sulla sua sedia a rotelle si muove lentamente per la casa, cercando le parole che non riesce a dire perché perse nella memoria. A volte mi riconosce, a volte mi chiama Stefano. Va bene così mamma, non ti preoccupare, tanto so che mi hai comunque riconosciuto, non importa il nome. Ride, di gusto, mi tiene la mano e mi dice di tornare più spesso. Alza gli occhi verso i miei, esattamente come facevo io quando già nel letto, dopo Carosello, la aspettavo per il bacio della buonanotte.
Oggi sono 79 anni mamma, e 52 di matrimonio. Auguri mamma mia dolce, auguri di cuore. Se sono un sognatore, un idealista, un amante della poesia, della natura, dei veri valori lo devo a te.
Soffia le candeline, tenendo la mano di mio padre, che si vede che è commosso. Mangia, non ricorda come si chiama la torta, ma le piace. Tranquilla mamma non sono le parole che rendono più belle le cose, sono quello che senti, che provi e che haI donato nella tua vita, a rendere speciale questa piccola torta di amarene.
Spero un giorno di poter insegnare ai miei figli quello che mi hai lasciato in eredità, spero veramente di arrivare anch’io a quota 52 con la mia futura moglie.
Ti voglio bene mamma.
Tuo figlio, il sesto.
Francesco


Mi hai fatto scendere dolci lacrime… è vero, non sono le parole quelle che contano; conta sul serio solo ciò che ci è stato mescolato alla pelle, agli occhi e al cuore, conta chi siamo perché qualcuno ci ha insegnato ad essere e ad amare…
Sul momento non ci ho fatto caso… poi ho riletto… oddiooo, mi tocca sopportarti fino al mio 84mo compleanno??? Oh, mamma!!!
ahahhaha, amore mio…se restiamo in vita fino a quel giorno
….smack
Io non so nemmeno se arrivo ai 40!!! Se continua così nemmeno ai 35
scemotta non permetterti di lasciarmi vedovo così giovine
smuack
Ma no, ma no… dobbiamo mettere in cantiere quei dodici bimbi, ti sei già dimenticato???
ciusto
prima però andiamo a rubare un po’ da quei ladri che ci governano
Ho già un piano… appena ci vediamo te lo illustro!!!
perfect mon amour
ciao fratello, che belle le cose che hai scritto sulla mamma. Io non avrei saputo farlo. Le penso ogni volta che la vedo o che la sento. Le chiedo dei suoi ricordi; ce ne sono ancora tanti soprattutto della sua infanzia, di suo padre e di quel mondo da favola in cui e’ volutamente rimasta. Hai ragione, il colore degli occhi non e’ piu’ quello di una volta, e’ vero ha tante rughe e i capelli tutti bianchi, ma ora ha tanta tenerezza, dolcezza che , quando stava bene, non aveva a causa di tanto male che l’ha sempre disturbata. Io sono la sorella maggiore e sono quella che ci ha vissuto insieme piu’ tempo, che ha piu’ ricordi. Ora mi ha chiesto di accompagnarla lungo l’ultimo viaggio e sono orgogliosa che l’abbia chiesto proprio a me. La sto accompagnando con amore con la certezza che e’ un dono quello che mi sta facendo. Siamo due donne; insieme anche in questo ultimo tragitto che e’ vita, che e’ vero, che e’ denso di significato.Per questo la ringrazio!
ciao fratellino, spero di rivederti presto!
Nicoletta
Un abbraccio sorellina.
Per quanto tenti di essere preparato un giorno a trovarmi senza di loro, per quanto mi sia messo nell’ordine di idee che non sono eterni, mi ritroverò sicuramente sperso nella realtà dei fatti. E’ vero tu la conosci da più tempo di me, vero anche il fatto che attraverso di me hai ritrovato quel rapporto perduto. sono felice di essere stato l’anello di congiunzione tra te e lei. Ognuno ha vissuto i genitori in maniera differente. Ognuno porta nel cuore il proprio vissuto. Ora mi sento finalmente pronto a portare avanti quell’eternità che si manifesta nei figli. Ho la fortuna di aver conosciuto la donna che voglio che mi accompagni in questo meraviglioso cammino, e un giorno ci troveremo a guardare negli occhi, negli sguardi, nei movimenti, tutti quei particolari che riflettono il passaggio dei nostri genitori. Questa per me è l’eternità, un passaggio di consegna, una staffetta infinita per mantenere in vita la morte stessa.