Ho fatto un trasloco che spero si chiuda domani pomeriggio con la tempistica di un fuggitivo che sa che da un momento all’altro cadrà una bomba. ogni santo cazzo di giorno mi ripetevo, domani e non dopodomani metti apposto casa. peccato che il domani diveniva oggi e l’oggi presagiva la mia totale inconsistenza all’alterigia seriosità dei miei intenti del giorno prima. quindi arrivato al venerdì sera mi ritrovai con 4 cartoni semi chiusi e la casa ancora da sistemare. un delirio che non auguro a nessuno di provare. mi fiondo in camera, butto nei cartoni cose a cazzo, cerco quantomeno di rendere ordinabile il casino che regna in me e ovviamente nella casa veliero che sento che sta andando a fondo. rompo il vetro del frigo chiamando a raccolta tutti i santi del paradiso. facciamo una riunione sul caso, san Pietro dice che non è poi così grave, sant’Antonio invece lamenta in me la poca capacità di organizzazione, san Francesco mi batte il cinque e mi urla “grande fratello sole e sorella luna” di Cristo e la Madonna nessun segno, mi hanno riferito poi che avevano altri impegni quel giorno. smadonno quindi contro gli assenti alla caduta del bicchiere di vino che avrà avuto un valore pari a 30 euro. sento odore di morte, mi guardo in giro e vedo che proviene dal secchio della spazzatura. Lo apro e uno zombie mi salta addosso urlando “buttami ti prego buttami”. salto come una rana isterica per la casa, decido cosa portare e cosa lasciare. il mio super io dice “lascia tutto che ti frega?” il mio inconscio invece consiglia di portare via anche le finestre, le piastrelle e tutto il parquet, il mio alter ego se ne fotte e beve birra. Bastardo. quindi, dopo una animata discussione con i tre, convengo che sia buono e giusto scappare, mollare il morto zombie ai piedi della strada, e salvare il salvabile. i tre piani di scale che avrò fatto quel giorno sono più di quelli fatti in 4 anni di vita lì, hanno apportato una massa tonica nuova e smagliante ai muscoli delle mie gambe. il giorno dopo però, mi ritrovavo al posto delle cosce, due pezzi di ferro arrugginiti. muovermi era un’impresa, quindi andai al lavoro per i primi giorni gattonando a moh di marine. domani ultimo si spera giorno di trasloco.